articolo filosofia

Charles Lindbergh

 L’Islam oltre i luoghi comuni

Allah sapeva che un bicchiere di vino fa bene!

«Dio non si compiace del sangue, non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio. La fede è frutto dell’anima, non del corpo. Chi vuole condurre qualcuno alla fede ha bisogno della capacità di parlare bene e di ragionare correttamente, non invece della violenza e della minaccia. Per convincere un’anima ragionevole non è necessario disporre né del proprio braccio, né di strumenti per colpire, né di qualunque altro mezzo con cui si possa minacciare una persona di morte».

 Benedetto XVI

Mi ha sempre attratto il mondo islamico, conoscerne la storia, le abitudini, i misteri, ho vissuto un periodo in Marocco ed in Tunisia, ho cercato di capire qualcosa. La lettura del testo di Charles Lindbergh mi ha tolto ogni dubbio.

L’Autore affronta ogni argomento di questa civiltà: da Maometto al Corano, dai cinque pilastri dell’Islam alla differenza delle tre religioni monoteistiche ebraismo, cristianesimo ed islam; dalle fonti giuridiche alla Shari’a, alle Costituzioni islamiche, dall’omosessualità alle donne, dalla funzione del velo alla presenza dell’Islam in Italia, dal fondamentalismo al terrorismo, ai Kamikaze, alla  Jihad, alle dinastie arabe … c’è proprio tutto!

Geograficamente l’Arabia è un altopiano vasto quanto un terzo dell’Europa e confina col Mar Rosso, col Golfo Persico, con l’Oceano indiano e il Golfo di Aden, con l’Iraq, con la Siria e la Giordania. Alcune monarchie feudali beduine s’insediarono nel territorio specialmente al sud confinante col mare. Vigeva un regime teocratico ed il Re godeva di potere politico e spirituale. I Minei tra il 1200 a.C. ed il 650 a.C.  costituirono il primo regno; i Sabei tra il 930 a.C. ed il 115 a.C. furono i successivi, poi i Nabatei e cosi via. Il re Salomone costituì Palmira ed il popolo viveva di pastorizia nella regione desertica. Santuari sorgevano in varie città e sacrifici di animali rappresentavano eventi di straordinaria importanza.

 Maometto nacque intorno il 20 Aprile del 570 a Mecca e morì il 13 rabi dell’anno 11 dell’Egira a Medina. Egli era figlio unico ma perse i genitori in giovanissima età e fu cresciuto dai nonni. Viaggiò in Siria e Yemen e conobbe l’ebraismo ed il cristianesimo. Nel 610 fondò la sua religione monoteista e spesso si ritirava sul monte Hira in meditazione. A 40 anni gli apparve l’arcangelo Gabriele che gli predisse di essere stato prescelto da Dio come messaggero. Il Corano è un libro che Allah ha dettato a Maometto attraverso l’arcangelo Gabriele, ricco di verità eterne ed immutabili, fonte prima della legislazione religiosa e dell’ordinamento giuridico. Esso è scritto in lingua araba che si basa su tre lettere SLM, è composto da 114 libri definiti Sure divise a loro volta in versi che iniziano tutte tranne la IX con la basmala che vuol dire «nel nome di Dio clemente e misericordioso»; esso rappresenta il testo sacro di un miliardo e trecentomila persone. Le Sure invece sono divise in base alla lunghezza e si dividono in meccane se sono state rivelate alla Mecca prima dell’Egira e in medinesi se rivelate a Medina dopo l’Egira. I Qir’aat sono le recitazioni del Corano che avvengono seguendo schemi rigidi ed importante è l’abilità di chi le recita, ovvero il Qaarre. La traduzione in lingua italiana del Corano risale al 1547 grazie ad Andrea Arrivabene a Venezia, mentre la prima traduzione araba avvenne nel 127 dell’Egira in berbero. Il Corano rappresenta per i musulmani quello che la Bibbia rappresenta per i cristiani.

La figura più particolare del Corano è il «Ginn», che proviene da un mondo artificiale pagano preislamico custodito da Maometto. Esso rappresenta una serie di corpi d’aria e di fuoco formati da fiamma purissima di fuoco. Ne esistono di tante specie e possono avere rapporti sessuali con uomini, vivono in gruppi e si possono paragonare ai geni della mitologia greca i quali sono dotati del potere di influenzare gli uomini ed impossessarsene. I Ginn sono mutevoli ed inafferrabili, cattivi e dalle sembianze animalesche, come scorpioni o serpenti. Il più cattivo di tutti i Ginn si chiama Ghul. Nel Corano sono citati 17 volte e la 72 è chiamata la Sura dei Ginn.  Il genio della lampada di Aladino faceva parte dei Ginn.

Maometto è un profeta che ha ricevuto la rivelazione da Allah predicando la religione islamica. Essa è una religione monoteista come il cristianesimo e l’ebraismo; proviene dal giudaismo e dal Cristianesimo e si fonda su cinque concetti fondamentali.

Il primo afferma che esiste un unico Dio  e che Muhammad è il suo Profeta; il secondo riconosce la preghiera come un dovere ed è preceduta da un’abluzione che può sostituirsi con la sabbia, si recita cinque volte al giorno ed il muezzin convoca i credenti dal minareto della moschea; il corpo deve essere rivolto verso la Mecca e per questo esiste una bussola il cui Nord indica la Mecca. Il terzo caposaldo del Corano è il pagamento di una tassa al fine di purificare le ricchezze possedute, al fine di aiutare anziani, orfani, vedove e bisognosi. Inoltre bisogna praticare il digiuno nel mese del Ramadam che giova al fine di rafforzare  la disciplina, la rinunzia, la fede verso la religione professata. Prima dell’alba e dopo il tramonto si può mangiare, poi non più. L’Eid al-Fitr segna la fine del Ramadan e solitamente si svolge una bella festa. Infine col quinto pilastro si affronta una volta nella vita il pellegrinaggio alla Mecca dopo avere risolto ogni contenzioso e non avere compiuto azioni disdicevoli verso il prossimo.

I mussulmani si dividono in sciiti e sunniti ed esistono anche molte eresie come quella degli alawiti, dei drudi, degli Yazidi, degli alevi. Le tre religioni monoteiste sono l’ebraismo, il cristianesimo e l’islamismo ma i mussulmani criticano il cristianesimo perché i cristiani credendo nella S. Trinità non si spiegano come questi ultimi possono credere ad un solo Dio. Il dibattito fra queste tre religioni è sempre aperto in quanto si differenziano sotto vari aspetti.

Le fonti del diritto islamico riconosciute dagli ortodossi sono: il Corano, la Sunna, lo ijma, il qiyas. Le quattro scuole giuridiche  riconosciute sono la scuola hanafita, malikita, shafiita ed hambalita. Nella lingua araba ciò che è consentito si indica con halal, ciò che non lo è con haram; ad esempio è proibita la depilazione delle sopracciglia, l’utilizzo dell’oro da parte degli uomini, giocare in Borsa o mangiare cibi proibiti come il maiale, il cinghiale, il mulo, il cavallo, i cani , i gatti, gli animali con le corna.

Molto grave è il reato di apostasia, ovvero il tradimento verso il proprio credo, l’Islam non perdona la conversione verso un nuovo credo. Il diritto di famiglia inoltre viene regolato in modo certosino; il matrimonio è un contratto regolato dal diritto civile e non rappresenta un sacramento come per la religione cattolica. Le discriminazioni delle donne nei confronti del sesso maschile sono evidenti: ad esempio non è accettata la poliandria e non ci si può sposare con un uomo non musulmano. Inoltre la donna deve obbedire al marito e deve essere a sua completa disposizione; il marito decide chi la donna può frequentare ed a volte il matrimonio può essere imposto dal padre, se lo ritiene opportuno. La donna viene rappresentata da un tutore che può essere il padre, il fratello o il magistrato. La potestà dei figli è affidata al padre, la donna li alleva e li cura. In caso di separazione i figli vengono affidati sempre al padre. Il matrimonio può cessare a causa del ripudio da parte del marito, del divorzio giudiziale richiesto da un coniuge per gravi motivi o per divorzio per mutuo consenso.

Il codice tunisino vieta la poligamia ed ha rimosso il ripudio, l’aborto non è riconosciuto tranne che la madre sia in fin di vita e per quanto riguarda le successioni post mortem sussiste una notevole differenza tra le quote spettanti agli uomini rispetto a quelle destinate alle donne. Il professare un credo differente nega il diritto di ricevere l’eredità del coniuge; infatti ad esempio  un ebreo non può ereditare da un musulmano.

La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 10 Dicembre 1948 da parte dell’ONU ha migliorato la condizione della «persona» ritenuta soggetto di diritti e di doveri; è stata modificata e ripresa (a seguito delle critiche fatte da parte dei popoli musulmani che la ritenevano seguace di una elaborazione dei diritti in chiave laico giudaico cristiana) con dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo nell’Islam del 19 Settembre 1981 proclamata a Parigi dall’Unesco. Infine la Carta araba dei diritti dell’uomo del 1994 rappresenta la carta più progressista che sino ad ora è stata proposta ma non è stata apprezzata da molti cittadini.

Il mondo arabo prima dell’Islam ammetteva la pratica omosessuale perché vicina alla mentalità pagana; poi con l’affermarsi della religione coranica fu bandita e condannata. I film Fuga di mezzanotte e Lawrence d’Arabia ci rappresentano bene questa consuetudine vissuta specialmente dal popolo turco. Qualunque forma di «amore libero» dal popolo mussulmano è punita, specialmente la pratica omosessuale tra due uomini. Pur tuttavia viene tollerata la pederastia: «bei ragazzi in fiore circoleranno tra loro e sembreranno perle nascoste»[1].

In sette nazioni islamiche l’omosessualità è condannata a morte. Essi sono: Iran, Mauritania, Sudan, Somalia, Arabia Saudita, Somaliland, Yemen. Inoltre la stampa assume nei confronti degli omosessuali un atteggiamento coercitivo ed invadente. Difatti quando al Cairo l’11 Maggio 2001, 52 persone sono state arrestate su un’imbarcazione che conteneva un nightclub gay, la stampa ha pubblicato tutti i loro nomi, indirizzi, foto e numeri di telefono. L’Ucooi si adopera per controllare la trasparenza delle ricerche giornalistiche e la tutela dei diritti sulla privacy, ma non sempre riesce.

L’art. 3 della Costituzione Italiana recita che tutti i cittadini sono uguali di fronte la legge ed hanno pari dignità sociale, così non è per i Paesi musulmani! La donna infatti ha sempre vissuto una condizione subalterna nei confronti dell’uomo subendo da sempre ingiustizie, angherie e violenze atroci. Basta leggere il libro di Faria Sabahi La donna musulmana tra Europa e paesi musulmani per prendere atto della estrema condizione della donna nell’Islam.

Le differenze sussistono sia tra uomini e donne ma anche tra donne stesse in base al loro ceto sociale, al grado di istruzione, al luogo di residenza, etc. Indossare il velo per una donna araba è quasi un obbligo! Tunisia e Turchia vietano di usarlo in spazi pubblici; l’Iran ha imposto una divisa fatta da pantaloni, soprabito e foulard; in Afghanistan le donne per uscire di casa devono indossare il burka. Il velo è un esempio evidente di tale discriminazione; coprire il corpo nega alle donne di farsi riconoscere per quello che sono e impone loro una mortificazione corporale di tutta una vita.

 Il corpo femminile pertanto rappresenta l’icona attraverso la quale l’uomo domina il mondo femminile non solo nel vivere quotidiano e nello stile di vita, ma anche per nascondere l’oggetto che più di tutti gli altri causa tentazioni ed appetiti sessuali e per questo viene tenuto imprigionato dai mariti, padri o fratelli della donna. Se quest’ultima osa liberarsene subisce percosse, bruciature, violenze di ogni genere e persino la condanna a morte.«Se le vostre donne avranno commesso azioni infami, portate contro di loro quattro testimoni dei vostri. E se essi testimonieranno, confinate quelle donne in una casa finchè non sopraggiunga la morte o Allah apra loro una via di uscita»[2]. Le donne subiscono lapidazioni che per i musulmani sono state prescritte da Hadith, ovvero attraverso un messaggio emesso dal Profeta Muhamed. Ciò accade perché secondo l’Islam gli atti sessuali extraconiugali disonorano la comunità e pertanto sono atti pubblici e non privati. Gli uomini sono seppelliti sino alla vita, mentre le donne sino al petto.La lapidazione in alcuni Stati come la Nigeria sono stati introdotti dai fondamentalisti.

 Ma altri esempi ci aiutano a conoscere la reale situazione dei Paesi musulmani. In Iran ad esempio, l’art 83 del Codice Penale impone cento frustate per chi commette atti sessuali fuori dal matrimonio pur non essendo sposati. Ancora oggi la condizione della donna in Iran è terribile! Esse se ripudiate devono sottoporsi a tre periodi di purità prima di risposarsi. E’ il Corano stesso ad  attestare il fatto che la donna è soggetta alla potestà degli uomini, padre, fratello o marito che sia, pertanto non hanno via di scampo.

L’Orfi è inoltre un tipo di matrimonio non previsto dalla cultura occidentale, ma riconosciuto dal popolo arabo,  ovvero è un matrimonio temporaneo, a tempo, che viene però vissuto diversamente da Stato a Stato, con regole e modalità frugali e differenti mediante il mut’a. I motivi che spingono giovani uomini a stipulare questa forma originale di matrimonio rappresenta una patente che abilita alla prostituzione maschile, specialmente quando sposano ricche , o una licenza di concubinaggio, o l’incosciente avventurarsi di storie giovanili che spesso inducono le donne alla ricostruzione della zina o verginità o ad abortire. Altro aspetto sconvolgente della figura femminile è rappresentato dalle donne-kamikaze che si lasciano esplodere in aria in nome di un ideale, causando decine se non migliaia di morti. L’italia grazie all’istituzione da parte del Ministro Pisanu della Consulta Islamica del 30 Novembre del 2005 si adopera tanto per risolvere alcuni di questi problemi sociali terribili. Certo però, l’attentato dell’11 Settembre 2001 di aerei kamikaze inviati da Bin Laden per distruggere le Twin Towers americane a New York non lascia ben sperare che la situazione nel mondo cambi in fretta!

Insomma, la realtà sociale del mondo islamico non è ciò che appare … una danza orientale di gradevoli odalische … è molto di più. E’ qualcosa che all’occhio dello studioso e dell’osservatore lascia impauriti, increduli, un mondo in cui il tempo non è mai trascorso, proprio adesso che l’Occidente vive una piena rivoluzione umana ed informatica.

 

 

[1] Sura  52:24.

[2] Sura 4:15.