Filosofia

"Mon Dieu, donnez-moi la sèrènitè d'accepter les choses que je ne peux pas changer, le courage de changer les choses que je peux, et la sagesse d'en connaitre la diffèrence."     
 
                                                                                                               Marc Aurèle                                                    
 
                                                                   RECENSIONE
 
(Dalmazio Mongillo - La dimensione Etico-Teologica nella Summa Theologia di Tommaso D’Aquino-. Ispirazione, fondazione, articolazione, a cura di Gianfranco Binotti, Bernardino Prella, Raffaele Rizzello,Roma,Istituto Superiore di Scienze Religiose “Mater Ecclessiae”, ISBN 88-88-660-07-0)
 
L’opera costituisce un’introduzione alla Summa Theologiae di S. Tommaso d’Aquino e ne sottolinea sopratutto nella seconda e terza parte la prospettiva etico-teologica che sposa lo spirito religioso dell’Ordine domenicano di cui fa parte l’autore Dalmazio Mongillo. Quest’ultimo si è dedicato allo studio della teologia morale e spirituale di S. Tommaso d’Aquino, riletta in chiave moderna e più vicina alle necessità di una società come quella odierna in continua trasformazione.
 
L’Autore ha riportato l’esegesi del Nuovo Testamento, amplificando e rendendo universale il messaggio cristiano; in modo particolare si è soffermato sul concetto di Grazia e sull’analisi delle Virtù Teologali che elevano la disciplina morale verso il misticismo.
 
Il Mongillo divide il suo saggio in tre parti: Ispirazione (pp.7-18), Fondazione (pp.23-86) ed Articolazione (pp.91-200) e raccoglie diverse pubblicazioni di difficile ritrovamento.
 
Nell ’Ispirazione, l’Autore attraverso la “tota hominis salus…in Deo est”(I,1,c.) espone le esigenze fondamentali della salus umana che passano attraverso la conoscenza di Dio e la similitudine con la Santa Trinità che rappresenta il motivo della creazione umana.
 
Ciascun uomo, infatti, durante il corso della vita terrena tende al fine, anche se ha la sensazione di andare verso il termine come se fosse un individuo senza speranza. Invece il fine dell’Umanità è altro da essa, in quanto è Dio, l’eterna beatitudine.
 
Nella seconda parte, la Fondazione testamentaria, Mongillo descrive il proemio di San Tommaso al Vangelo di Giovanni analizzando il testo e rivisitandolo con un approccio sia dottrinale che operativo; successivamente si sofferma sul rapporto tra fede e libertà operando un confronto tra Agostino e Tommaso, sulla prospettiva teleologica della salvezza attraverso la riflessione sulla grazia e la morale ed infine sulla coscienza umana ripresa dalla Lettera ai Romani.
 
Infine, nella terza parte, che è anche la più estesa, l’Articolazione, l’Autore tratta delle virtù umane, rivede il messaggio delle beatitudini che sono l’espressione della morale e analizza le proprietà della virtù che sono la medietà, la connessione e la gerarchia.
 
L’Autore spiega come il Bene dell’uomo è uno e complesso. La perfezione umana esige che la persona realizzi le potenzialità di cui è dotata, affinchè amplifichi i talenti di cui è costituita, relazionandosi nel mondo in cui vive, condividendone le responsabilità in tutte le circostanze della vita, che orientano il suo essere verso l’unione con Dio, che è il suo ultimo fine.
 
Infine Mongillo propone una seria riflessione sul concetto del male, sul potere normativo della ratio nella Legge Nuova e sulla teonomia come autonomia dell’uomo in Dio.
 
Irene Salamone 2008
 
 
 
 
 
"Studi sullo sviluppo del pensiero morale"
 
Il giudizio morale é uno dei problemi fondamentali oltre che dell'etica anche della psicologia in quanto presuppone lo sviluppo integrato di fattori cognitivi, motivazionali e socio-culturali.  Il giudizio morale riguarda non soltanto la differenza tra bene e male, ma anche la liceità e illiceità dell'azione concreta in particolare, compresa l'obbligatorietà con cui la norma si presenta alla coscienza ed all'azione. Ma come giunge il soggetto all'azione morale? Il comportamento morale "é mediato nell'individuo da meccanismi razionali ed emotivi e condizionato dalla generale maturità della personalità e diretto da fattori culturali specifici" (A. Quadrio in P. Di Blasio e al. 1983). Si deve inoltre sottolineare che "qualunque azione può essere rilevante se viene intesa dall'individuo in senso morale, così come inversamente nessuna azione lo é se colui che agisce non la colloca in un'area morale" (A. Di Blasio). Ogni azione dunque prima di essere messa in atto viene selezionata a partire da una pluralità di processi di varia natura. Da un punto di vista più strettamente sociologico l'azione morale inizia col riconoscimento dei valori; un comportamento in tale ottica é ritenuto morale se viene riferito a norme, regole e valori accettati dalla comunità….
 
                                                                                            (dall’introduzione della mia tesi di laurea
 
"Studi sullo sviluppo del pensiero morale" 1990)
 
 
 
 
 
IL TRASCENDENTALE IN I. KANT
 
"La ragione umana, anche senza il pungolo della semplice vanità dell'onniscenza, è perpetuamente sospinta da un proprio bisogno verso quei problemi che non possono in nessun modo essere risolti da un uso empirico della ragione e così in tutti gli uomini una qualche metafisica è sempre esistita e sempre esisterà, appena che la ragione s'innalzi alla speculazione." (Immanuel Kant, Critica della Ragion Pura, 1781).
 
Il mio lavoro intende riflettere sul fatto che secondo Kant, così come già Hobbes e Locke sostenevano, la ragione dell'uomo è un organo indipendente che aiuta l'uomo ad evolversi, ed è fondamentale per guidarlo ed orientarlo nel mondo, ma allo stesso tempo non è un'attività infinita e potente, al punto tale da essere senza limiti, tutt'altro!
 
Già l'Empirismo inglese si era prodigato nel sostenere come la ragione condizionasse l'uomo nella vita a causa della sua finitudine, l'Illuminismo proseguì in tal senso, ma solo Kant fondò un vero e proprio Criticismo capace di portare la ragione umana sul banco degli imputati di fronte un tribunale rigoroso che sa riconoscere le sue potenzialità e i suoi limiti al contempo, che sarà la stessa Critica della Ragion Pura.
 
L'analisi critica di Kant rappresenta il tribunale che indaga sulle intraprendenti legittimità della ragione, multando tutte quelle prive di un reale fondamento.
 
(Dalla tesina del Corso Forcom 2010)
 
 
 
 
 
PROGETTO DI  DOTTORATO DI RICERCA ESAMI DI FILOSOFIA SETTEMBRE 2010                 
 
(Prof. Salamone Irene)
 
IPOTESI SULLA POSSIBILITA' DI UNA METAFISICA COME SCIENZA ATTRAVERSO IL TRASCENDENTALE KANTIANO ED IL SUPERAMENTO DEL LIMITE NOUMENICO ATTRAVERSO LA SFIDA GNOSEOLOGICA DELLA RAGIONE UMANA CON L'HABE MUT, DICH DEINES EIGENEN VERSTANDES ZU BEDIENEN
 
 
 
Il mio progetto di ricerca intende indagare sull'ipotesi dei fondamenti di una metafisica come scienza, problematica filosofica già affrontata e risolta kantianamente attraverso l'affermazione di una impossibilità di tale fondamento a seguito della scoperta del noumeno nell'Analitica Trascendentale, nella Kritik der reinen vernunft. Kant infatti, attraverso un procedimento di indagine gnoseologica, ha compreso le possibilità ed al contempo i limiti della conoscenza sensibile, intellettiva e razionale umana, di dui tuttavia egli individua le procedure di funzionamento attraverso l'attivazione delle forme pure a priori (o funzioni trascendentali) che rappresentano dei binari entro i quali ogni dato sensibile può essere colto e riconosciuto dalla mente umana.
 
 
 
PROGETTO DI  DOTTORATO DI RICERCA ESAMI DI ESTETICA SETTEMBRE2010                    
 
(Prof. Salamone Irene)
 
RIFLESSIONI SUL GIUDIZIO RIFLETTENTE KANTIANO
 
(Conclusione)
 
L'uomo è rassegnato a non conoscere il substratum noumenico della natura e malgrado ciò asserisce che certi fenomeni naturali non possono essere dimostrati da leggi meccaniche bensì sono soggetti ad una legge di causalità diversa dalla sua condizione spazio-temporale e sottoposta ad una causalità finalistica.
 
La conoscenza di tale causa è gnoseologicamente impossibile all'uomo e pertanto solamente attraverso il giudizio teleologica (che è un giudizio riflettente), l'uomo da senso alla sua ricerca. Esso si scopre non solo fine ultimo della natura, ma anche scopo ultimo giustificando come rispetto a lui stesso tutte le altre realtà naturali ne rappresentano il sistema dei fini.
Cosa sarebbe infatti il mondo senza l'uomo, che grazie alla ragione ed alla volontàsvuota il deserto del reale, sostituendolo con la consapevolezza di esserne fine ultimo?
 
L'intenzionalità della coscienza husserliana, unita alla ricerca della neuroscienza garantirebbero al giudizio riflettente kantiano la sua ragion d'essere.
 
Questo è quanto mi propongo di dimostrare nel mio lavoro di ricerca.
 
 
 
 
 
                                                                   Agosto 2011
 
                     Sul Principum Individuationis in S. Tommaso, Duns Scoto ed Edith Stein
 
...........Secondo Aristotele la materia rappresenta il principio d'individuazione della realtà, in quanto da Aristotele in poi, il pensiero filosofico ritiene che qualunque ente rappresenta uno upokeimenon, overo qualcosa che permane dinanzi. Secono Aristotele "il sostrato è ciò di cui vengono predicate tutte le altre cose, mentre esso non viene predicato di alcun'altra. E sostratoprimo viene detta, in un certo senso la materia, in un altro senso la forma e, in un terzo senso, ciò che risulta dall'insieme di materia e forma". (Cfr.Aristotele Metafisica 1028b37-1029a3).
 
Secondo il pensiero aristotelico vale la forma in re, ovvero l'essenza al di fuori della materia non ha alcun senso e non ante rem, in cui gli universalia esistono nella menete di Dio e nonnella realtà, nè post rem cioè quando gli universalia diventano un prodotto reale della nostra mente, la quale risulta autonoma nell'elaborazione dei concetti che dipendono dalla realtà.
 
...............Anche Tommaso si è servito dell'interpretazione delle Quaestiones disputatae de anima aristotelica della materia; Tommaso per giustificare la gnoseologia umana sostiene che la "potentiae animae non sunt de essentia animae, sed sunt proprietates naturales quae fluunt ex esentia eius" (Cfr Tommaso d'Aquino, ed C. Bazan, Commissio leonina - Edition du Cerf, Paris 1996, q. 19) e tale prospettiva riecheggia decisamente il rapporto tra anima e corpo proposto da Aristotele.
 
 
 
FORCOM A.A. 2009/2010 La didattica della Filosofia
 
La filosofia antica.
 
I Presocratici.
 
Socrate.
 
Platone.
 
Aristotele.
 
La logica.
 
Epicureismo.
 
Stoicismo.
 
Scetticismo.
 
La Patristica.
 
La Scolastica.
 
Conclusioni.